risultati elezione diretta

Da anni 02Lab si occupa della raccolta e della pubblicazione dei dati delle elezioni (amministrative, politiche, comunali, referendum) in tempo reale. 

Grazie ad un sistema di acquisizione dati dal Viminale, possiamo fornire pagine web personalizzate per l’esposizione dei dati delle elezioni in diretta. 

Abbiamo infatti raccolto in un unico cruscotto tutti i dati relativi alle elezioni, grazie al quale la consultazione è più facile ed immediata. 

I lettori delle varie testate giornalistiche con cui collaboriamo possono così essere aggiornati in tempo reale sull’andamento delle elezioni in corso. 

Segui i risultati delle elezioni europee e amministrative in diretta

Elezioni Europee 2019

A fine maggio 2019 si sono tenute le elezioni europee.

Le urne nei 27 Stati membri erano aperte tra il 23 e il 26 maggio 2019. In Italia si è votato domenica 26 maggio. 

Lo scrutinio è iniziato per tutti, contemporaneamente, a partire dalle ore 23.00 di domenica 26 maggio.

Per l’Italia queste elezioni hanno rappresentato un momento importante: sono state una sorta di primo test nazionale dopo le elezioni politiche e regionali del 4 marzo. 

Vuoi seguire le elezioni Europee in diretta?

Offriamo alle testate giornalistiche e ai portali editoriali la possibilità di pubblicare sul proprio sito internet i risultati delle elezioni in tempo reale.

Elezioni in diretta: cosa offriamo

Pagine con i dati di affluenza e scrutinio in tempo reale.

Per vedere un esempio dei dati e delle pagine che possiamo fornirti, clicca qui.

Elezioni in diretta: cosa serve

Per avere il cruscotto, serve semplicemente un contatto tecnico per organizzare la fornitura dei dati.

Se vuoi delle personalizzazioni, esponici le tue esigenze.

Elezioni in diretta: tempistica

L’adesione al servizio deve avvenire entro 2 mesi prima delle elezioni

Elezioni in diretta: costo

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Elezioni su cui abbiamo lavorato

In occasione delle ultime elezioni e referendum, Alyfa ha sempre fornito i risultati live ad importanti testate giornalistiche: 

I Clienti che si sono avvalsi del nostro cruscotto

Abbiamo fornito il cruscotto con i risultati delle elezioni in diretta a TgCom24, Il Fatto Quotidiano, Il Sussidiario, Quotidiano.net, SardegnaLive, Gazzetta di Parma, Tiscali, SIG, L’Arena, Affari Italiani e l’Unione Sarda.

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Addio a Google+

Google+ chiude

Google ha annunciato la chiusura del social network Google+

La chiusura è stata dichiarata in seguito ad una falla di sicurezza che ha messo a rischio i dati di almeno 500.000 utenti dal 2015 al 2018.

Google ha comunque risolto il problema a marzo. 

Forse questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Infatti era già da tempo che si parlava della “morte di G+”

Il social network non ha mai decollato e avuto il successo sperato. La stessa società di Mountain View dichiara che Google+ è poco utilizzato e non riesce a convolgere gli utenti: il 90% dei consumatori utilizza il social network per meno di 5 secondi. Questo nonostante il numero considerevole di utenti attivi: 395 milioni.

Quando chiuderà Google+?

Ci sono 10 mesi per abbandonare definitivamente Google+. Infatti verrà dismesso alla fine di Agosto 2019. In questo lasso temporale Google fornirà informazioni aggiuntive su come scaricare e migrare i dati presenti in G+.

In questo periodo le aziende e i liberi professionisti potranno eliminare i pusanti e i widget di G+ dal proprio sito internet e dal blog. Controlla perciò se nel tuo sito è presente l’icona di Google+ e provvedi ad elimarla

Molte funzionalità sono già state sostitutite da Google My Business, che permette di pubblicare dei post e di rispondere alle domande degli utenti.

ricerche sul motore Google nel 2017

Ogni anno Google ci rivela le ricerche che gli Italiani hanno fatto nel corso dell’anno. 

Google suddivide queste ricerche facendo 9 classifiche sulla base delle keyword più digitate per i seguenti argomenti: parole, personaggi, eventi, come fare, perchè, cosa significa, mete vacanze, ricette e biglietti. 

Ci focalizziamo sull’Italia, ma ovviamente è possibile curiosare nelle classifiche a livello mondiale o per ogni singolo paese.

Par​ole
  • Nadia Toffa
  • Hotel Rigopiano
  • Italia – Svezia
  • Sanremo
  • Terremoto
Come fare…
  • Le olive in salamoia
  • Il back up
  • La marmellata di albicocche
  • La carbonara
  • Lo screenshot
Mete Vacanze
  • Sicilia
  • Grecia
  • Sardegna
  • Caraibi
  • Palinuro
Personaggi
  • Nadia Toffa
  • Gianluigi Donnarumma
  • Nicky Hayden
  • Paolo Villaggio
  • Fabrizio Frizzi
Perchè…
  • La Catalogna vuole l’indipenenza
  • Fischiano le orecchie
  • Le cicale cantano
  • Si festeggia l’8 marzo
  • Si festeggia ferragosto
Ricette
  • Migliaccio napoletano
  • Carbonara
  • Pastiera
  • Caponata siciliana
  • Colomba
Eventi
  • Italia – Svezia
  • Sanremo 
  • Terremoto
  • Giro d’Italia
  • Tour de France
Cosa significa…
  • Ipocondriaco
  • Mannaggia​
  • Despacito
  • Namaste​
  • Pantarei
Biglietti
  • Eicma ​
  • Vasco Rossi
  • Italia – Svezia
  • Lotteria italiana
  • Finale Champions League

Attraverso gli occhi di Google, esploriamo gli eventi più significativi che hanno caratterizzato il 2017

Ti ricordi cosa è successo nel 2016?

Se vuoi fare un tuffo nel passato, puoi rivedere anche i fatti più salienti del 2015, 2014 e 2013.

Con la diffusione e l’utilizzo sempre più massiccio degli smartphone è ormai imprescindibile avere un sito mobile-friendly e comparire nelle ricerche locali.
Lo scorso anno sono stati venduti 1 miliardo e 440 milioni di smartphone e nel 2016, sebbene si preveda un rallentamento nella vendita degli smartphone, si parla pur sempre di una crescita di circa il 6%!
Nel 2015 le ricerche da mobile hanno per la prima volta superato le ricerche da desktop. Gli utenti premiano i siti che sono ben visibili e facilmente navigabili da smartphone, tornando a visitarli.
La maggior parte delle persone usa gli smartphone per effettuare ricerche locali (dove andare a mangiare, dove è un negozio, dove è il parrucchiere più vicino all’ufficio, etc.). Per incrementare il proprio business, le aziende e gli esercizi commerciali devono perciò farsi trovare.

La diffusione degli smartphone a livello mondiale

Strategy Analytics rileva che nel 2015 sono stati venduti 1 miliardo e 440 milioni di smartphone, registrando così una crescita del 12% rispetto al 2014.
A livello mondiale, la spedizione annuale di smartphone è incrementata del 6%, passando da 380 milioni di pezzi nel quarto trimestre del 2014 a 404,5 milioni di unità nell’ultimo trimestre del 2015.
Nonostante ciò, il Q4 del 2015 ha registrato il tasso di crescita più basso di sempre. Ad esempio, il tasso di crescita dell’iPhone è risultato il più basso da quando l’iPhone è stato lanciato nel mercato nel 2007.
Questo può essere dovuto ad un livello di saturazione del mercato. Ormai molte persone hanno smartphone e, se i nuovi device non hanno novità eclatanti, si è meno spronati a passare ad un nuovo modello.
Il leader del mercato degli smartphone è Samsung (22,2% di quota di mercato), seguita da Apple con il 16,1%. Troviamo dunque al primo posto un’azienda sudcoreana, poi un’azienda americana e tre aziende cinesi (Huawei, Lenovo/Motorola e Xiaomi).
 
Marketshare smartphone

Previsioni di vendita degli smartphone nel 2016

Secondo IDC nel 2016 la vendita di smartphone rallenterà e si chiuderà con un incremento di appena il 5,7% -con un miliardo e mezzo di device-. Si stima che il prezzo medio di vendita diminuirà fino a 237 dollari nel 2020. Questo fa supporre che aumenterà la quota di mercato di Android poichè domina la fascia più low cost.

Cosa fanno gli italiani con lo smartphone?

La School of Management del Politecnico di Milano, attraverso l’osservatorio internet mobile, ha fatto alcune considerazioni su ciò che gli italiani fanno con lo smartphone. L’utilizzo è piuttosto trasversale: usiamo il cellulare per informarci, acquistare o raccogliere info su ciò che acquisteremo .
In Italia ci sono 22 milioni di italiani che ogni mese si collegano a internet da smartphone o tablet. Questo significa 1 su 2 nella popolazione compresa tra i 18 e i 74 anni. Sono tanti! Considerando oltretutto che in italia, rispetto ad altri paesi, la percentuale di persone che si collegano ad internet è ancora bassa.
La gran parte degli utenti che usa internet lo utilizza proprio da dispositivi mobili. Ancor più sorprendente è che oltre il 70% del tempo trascorso in internet avviene attraverso i dispositivi mobili, che sempre ci accompagnano nel corso della giornata.
Tra i 18-24 questa % sale all’85%. Persino tra gli over 55 anni, più del 50% fruisce di internet tramite mobile.
Gli italiani usano lo smartphone per informarsi, per raccogliere info su ciò che acquisteranno, ma anche per acquistare. Perciò non solo per social, musica, giochi, what’s up. Ben 3 su 4 italiani usano lo smartphone anche per le decisioni di acquisto: cosa comprare, dove comprarlo, quanto costa, etc.
Molti acquistano anche effettivamente da smartphone. Il 10% delle vendite e-commerce avviene già da smartphone. E questo dato cresce di anno in anno in maniera importante.
Il 41% delle persone che naviga da smartphone ha fatto almeno un acquisto tramite smartphone (biglietto aereo, scarpe, oggetto tecnologico, biglietto mezzi pubblici, …).
Una volta che l’utente capisce la facilità del processo di acquisto tramite smartphone, ne apprezza la comodità e praticità. Ad esempio, dopo aver inserito i dati della mia carta di credito in una app, posso scegliere di memorizzarli. Questo rende ancor più semplice il successivo acquisto: basta un click per comprare e questo si trasforma in un’opportunità di acquisto in qualsiasi momento e qualsiasi luogo.

E’ necessaria la presenza delle aziende su Mobile?

Gli italiani passano sempre più tempo a navigare in Internet da Smartphone, più di quanto ne passino giornalmente davanti a un Pc. Le aziende si sono ormai rese pienamente conto della rivoluzione in atto e del fatto che il Mobile possa diventare il grimaldello che apre il portone della multicanalità – afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service.
Nel 2015 le ricerche le ricerche effettuate da mobile hanno superato per la prima volta le ricerche effettuate da desktop. Il 79% degli utenti utilizza lo smartphone per effettuare ricerche locali. Secondo ReachLocal, il 72% degli utenti predilige siti mobile-friendly e il 74% è più propenso a ritornare a navigare su un sito mobile-friendly.
Ricerche effettuate da smartphone
 
Per gli esercenti commerciali è fondamentale la presenza su mobile, forse ancor più che su desktop. Pensiamo ad esempio ad un utente che è in giro e deve scegliere dove andare a mangiare.
Anche a costi contenuti, si può avere il supporto necessario per tutti coloro che hanno un esercizio commerciale (bar, ristorante, negozio, studio medico, parrucchiere, ….) per essere visibile su mobile, così da farsi trovare dagli utenti. Ad esempio, quando si fa una ricerca da google, è importante far comparire immediatamente la mappa, numero di telefono e sito internet (che dovrebbe essere responsive). In questo modo l’utente, con un semplice click che attiva la telefonata, può immediatamente richiedere informazioni/prenotare presso l’esercizio commerciale o avere le indicazioni stradali per raggiungere il luogo.
 

Google ha apportato un importante cambiamento ai risultati a pagamento sulle ricerche effettuate dal computer fisso. Gli annunci sponsorizzati continueranno a comparire in alto, ma non più sulla destra -fatta eccezione per un caso-.

google adwords stop sulla destra


 
E’ una modifica che avviene per tutte le ricerche effettuate da desktop ed è un cambiamento valido per tutto il mondo. Gli annunci compariranno in alto e in basso all’elenco dei nostri risultati, a seguito di una determinata ricerca. Tuttavia ora potranno comparire più annunci, fino ad un massimo di 4, per quelle ricerche che Google definisce come “molto competitive”.
Un portavoce ufficiale di Alphabet afferma che questa nuova impostazione “è stata testata a lungo. Le persone vedranno i 4 annunci a pagamento solo per un numero limitato di ricerche, quelle che sono molto competitive. Questo nuovo layout è in grado di fornire risultati più rilevanti per gli utenti che effettuano le ricerche e migliori performance per gli inserzionisti”.
Questo è la conclusione di un esperimento che era già iniziato nel 2010. Infatti già allora Google aveva testato l’inserimento di 4 annunci a pagamento, al posto dei soliti tre, prima della comparsa dei risultati organici.
 
E quando appariranno gli annunci a pagamento sulla destra?
Ci sarà solo un caso in cui compariranno gli annunci sponsorizzati sulla destra del nostro computer. E’ il caso dei “Product Listing Ad”, ovvero gli annunci nel formato box in cui propongono gli oggetti da acquistare, con tanto di immagine, descrizione e costo. -come si vede nell’esempio sotto-.

 

Comparazione della SERP prima e dopo il cambiamento

Esempio SERP
SERP senza annunci a destra

Fino alla scorsa settimana, quando si effettuava una ricerca in Google per una determinata chiave di ricerca, ad esempio cercavi le parole “scarpe running”, si otteneva la schermata qui sotto. Nel caso specifico, venivano visualizzati gli annunci sponsorizzati sotto forma di box, sotto un unico annuncio a pagamento e sulla destra altre 5 inserzioni. In altri casi, specie quando non si cercavano oggetti fisici, comparivano direttamente un paio di annunci sponsorizzati e sulla destra un elenco, più o meno lungo, di altri annunci.

 
Ora, effettuando la stessa ricerca, si visualizzano subito 4 annunci a pagamento. Solo dopo questi annunci, si iniziano a vedere i risultati organici. In questo caso, sulla destra compaiono anche i box con le foto delle scarpe da running.

 

Cosa implica questo cambiamento?

Il nuovo layout si avvicina molto ai risultati che si ottengono effettuando ricerche da tablet e da smartphone. Google rende cosi l’esperienza da desktop ancor più in linea con i dispositivi mobili, a cui viene attribuita sempre maggiore importanza.
Dal lato dell’utente, Google vuole offrire risultati ancora più rispondenti alle ricerche che il consumatore sta effettuando.
Per le aziende che investono in Google, questo cambiamento implicherà il dover affrontare costi più elevati per poter comparire tra gli annunci sponsorizzati. Se infatti prima gli annunci a pagamento erano una decina, ora sono limitati ad un massimo di 4 -nelle posizioni in alto- e 3 in basso. Perciò l’investimento in Google Adwords è destinato ad aumentare e sarà al contempo probabile un minor numero di visualizzazioni e di click.
L’incremento del numero degli annunci a pagamento a 4 implica che i risultati organici inizieranno a comparire più in basso. Può essere dunque ragionevole ipotizzare un impatto negativo sul traffico organico.

Come distinguere annunci a pagamento dai risultati organici?

Pagamento vs organici

Riprendendo l’esempio di prima, dove comparivano i risultati per la ricerca “scarpe running”, possiamo vedere la distinzione dei risultati a pagamento e dei risultati organici.
I risultati a pagamento sono quelli evidenziati con i rettangoli rossi. Si possono distinguere da tutti gli altri risultati grazie alla scritta nel box giallo “Annunci” e “Ann”.
Gli annunci che seguono gli annunci sponsorizzati sono definiti “risultati organici” e nel nostro esempio sono evidenziati con il rettangolo blu.

Quando si conclude un anno, è comune abitudine fare una serie di classifiche per capire cosa ha riscosso maggiore successo nell’anno passato, ma anche per ricordare i momenti salienti dell’anno che si è appena chiuso. Ci sono perciò le classifiche sulla musica più popolare, sui film con i più alti incassi, sui libri più venduti, …

Quali sono i siti internet più visitati nel 2015?

A stilare la classifica dei siti web più popolari ci aiuta Alexa, società del gruppo Amazon. Alexa, oltre a  fornire statistiche sia a livello mondiale sia per ogni singolo continente, ci dà anche indicazioni sui siti più visitati anche per ogni singola categoria.
Aspetta, non sbirciare subito la classifica. Facciamo un gioco: prova a prendere carta e penna ( o, per essere più tecnologici, uno strumento che trovi sul tuo computer o sul tuo smartphone) e prova a scrivere i 10 siti che secondo te troviamo ai primi posti di questa statistica.
Puoi fare questo gioco sia per i siti più popolari a livello mondiale sia a livello italiano. Quest’ultimo è sicuramente più facilmente intuibile.
A livello mondiale, troviamo:
1) google.com – motore di ricerca-
2) facebook.com – social network-
3) youtube.com – piattaforma web per condividere video-
4) baidu.com –motore di ricerca-
5) yahoo.com –motore di ricerca-
6) amazon.com –azienda di commercio elettronico-
7) wikipedia.com –enciclopedia online-
8) qq.com – portale cinese-
9) google.co.in –motore di ricerca, nella versione indiana-
10) twitter.com –social network-
Se già tra questi alcuni non li conosci, forse ti stupirai anche tu, come è successo a me, continuando a leggere l’elenco. La maggior parte sono infatti a me sconosciuti. Si tratta infatti di siti molto diffusi nel mercato asiatico.
11) Taobao.com –azienda di commercio elettronico-
12) Live.com –motore di ricerca di Microsoft-
13) Sina.com.cn – portale cinese-
14) Yahoo.co.jp –motore di ricerca, nella versione giapponese-
15) Weibo.com –servizio di microblogging cinese-
16) Google.co.jp –motore di ricerca, nella versione giapponese-
17) msn.com –portale-
18) bing.com –motore di ricerca-
19) vk.com –social network russo-
20) yandex.ru –motore di ricerca russo-
Proseguiamo con il mercato italiano. In questo caso mi è andata un po’ meglio: ne ho indovinati 8.
1) Google.it
2) Facebook.com
3) Google.com
4) Youtube.com
5) Amazon.it
6) Wikipedia.org
7) Yahoo.com
8) Libero.it
9) Ebay.it
10) Repubblica.it
La classifica poi prosegue con:
11) Live.com
12) Corriere.it
13) Subito.it
14) Bing.com
15) Twitter.com
16) msn.com
17) bongacams.com
18) paypal.com
19) linkedin.com
20) gazzetta.it

E quali app sono le più scaricate nel 2015?

Un’altra classifica riguarda le applicazioni più installate sugli smartphone. L’analisi è stata condotta da Nielsen sul mercato americano e su un campione di più di 9.000 intervistati.
Facebook si posiziona al primo posto, con quasi 127 milioni di utenti unici al mese (!!) e una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. A seguire troviamo YouTube e Facebook Messenger, rispettivamente con circa 98 milioni e 96,5 milioni di utenti ogni mese.
A livello di crescita, sul podio dei vincitori troviamo Facebook Messenger, con un aumento di utenti del 31% rispetto al 2014, seguito da Apple Music (26%) e Instagram (23%).
A livello generale si può dire che, nel mondo delle applicazioni ma non solo, Facebook e Google dominano la classifica. Ricordiamo infatti che Instagram, qui all’ottavo posto, è di proprietà di Facebook e il resto della classifica è quasi interamente dominato da Google (con google search, google play, google maps, gmail e youtube –di proprietà di Google).
App più scaricate nel 2015
 
 
Sempre rimanendo nel mondo internet, troviamo tante altre classifiche relative al 2015. Ad esempio, quali sono le parole più ricercate dagli italiani sul più diffuso motore di ricerca?

 
Google ci indica anche i personaggi, le parole emergenti associate al 2015, le mete di vacanze più gettonate, le domande su “come fare”, le ricette, i “perchè” degli italiani e le spiegazioni maggiormente ricercate.
Prendendo spunto dalle ricerche sul motore di ricerca, Google ha ripercorso in un video i fatti salienti del 2015.

 
E per i più nostalgici ( e per ripercorrere, in meno di due minuti, gli anni precedenti), ecco i video del 2014 e 2013.
2014:

2013:

 
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Il diritto all’oblio viene definito in svariati modi. Secondo Wikipedia, è “la possibilità di cancellare, anche a distanza di anni, dagli archivi online, il materiale che può risultare sconveniente e dannoso per soggetti che sono stati protagonisti in passato di fatti di cronaca”.
Un anno fa, nel maggio 2014, la corte di Giustizia europea ha emanato una sentenza grazie alla quale le persone hanno la possibilità di richiedere la rimozione di link contenenti informazioni obsolete e non rilevanti per l’interesse pubblico. Questa sentenza è stata denominata “diritto all’oblio”. Non è stato tuttavia ben definito cosa si intenda con questa definizione e perciò è compito dei motori di ricerca valutare la singola richiesta e determinare se un’informazione sia rilevante o meno per l’interesse pubblico.
 

Il diritto all’oblio nel mondo e in Italia

Da quando la sentenza è entrata in vigore Google, a livello mondiale, ha ricevuto 256.592 richieste e ha valutato la rimozione di 930.618 URL (fonte ufficiale Google, data di aggiornamento 17 maggio 2015). A fronte di queste analisi sono stati rimossi il 41.3% URL.
Analizzando i dati per l’Italia, le richieste totali ricevute sono 19.318, ma solo il 28% sono state accolte.
diritto all'oblio_Italiadiritto all'oblio_mondo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La maggior parte di rimozione URL riguardano Facebook (6.905), poi profileengine (6.112) e, a seguire, groups.google.com, YouTube, Badoo, Google Plus, Yasni, Twitter….

 

Come richiedere la rimozione da Google e Bing?

Per procedere con la richiesta di rimozione di risultati dal motore di ricerca Google la procedura prevede l’inserimento di alcune informazioni (ad esempio, Paese, nome usato per la ricerca, nome, email del richiedente e un documento che attesti l’identità del richiedente, etc). Tale modulo può essere compilato su questa pagina.
Anche Bing ha creato il modulo per bloccare i risultati di ricerca. Le informazioni richieste sono piuttosto simili a quelle richieste da Google: una parte sul richiedente, una parte sul proprio ruolo all’interno della società o della comunità, le pagine per cui si richiede il blocco e infine la firma elettronica e un documento.
Siamo a vostra disposizione per darvi indicazioni maggiori in merito.